cinema recensioni film nelle sale — 26 gennaio 2012
ACAB-ALL COPS ARE BASTARDS

Regia: Stefano Sollima
Con: Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Filippo Nigro, Andrea Sartoretti, Domenico Diele
Distribuzione: 01 Distribution

Ha fatto già parlare abbastanza di se nella sua versione letteraria, ora anche come macchina cinematografica promette di alzare qualche polemica; stiamo parlando di ACAB-All cops are bastards (titolo che riprende un refrain di un celebre motivo skin anni ’70), l’omonimo romanzo firmato da Carlo Bonini divenuto ora un film per il grande schermo, sotto la regia dell’esordiente Stefano Sollima (Romanzo criminale la serie tv), figlio del celebre Sergio (Città violenta, La resa dei conti, Faccia a faccia).

Protagonisti cinque funzionari della polizia celere: c’è il saggio Cobra (Pierfrancesco Favino), l’anziano Mazinga (Marco Giallini), l’afflitto Negro (Filippo Nigro) e l’ex collega Carletto (Andrea Sartoretti). Al gruppo si unisce il novellino Adriano (Domenico Diele), un ragazzo pieno di rabbia e sconforto che scoprirà amaramente come la vita del poliziotto sia poco ben visto dai tempi che stanno vivendo.

Inutile girarci sopra, un film come ACAB-All cops are bastards nasce per fare polemica, visti poi gli esiti di alcuni drammi del decennio scorso (il G8 di Genova, l’omicidio di Pasquale Rachiti, l’assassinio di Gabriele Sandri, tutti eventi citati anche nel film di Sollima) non potrebbe essere altrimenti.

Ma la saggezza di questo lungometraggio, e del suo valido regista, sta nel rendere tutto equo e bilanciato, senza prendere un vero e proprio punto di vista, limitandosi a documentare come da violenza nasca violenza, sorretta da futili ideali che davanti alle tragiche conseguenze sono ben poca cosa per giustificarsi.

Xenofobia, razzismo (tra italiani e stranieri ma anche tra questi ultimi stessi), violenza negli stadi, brutti ricordi nel lavoro (appunto l’affare Diaz al G8 di Genova), tutti elementi che ACAB-All cops are bastards non ha lasciato da parte ma che, anzi, usa come sostenitore per la sua potente trama socio drammatica.

Poi, tralasciando la parte sociale, il film si lascia anche vedere come opera di genere, con scontri e momenti adrenalinici che un lungometraggio di intrattenimento dovrebbe avere, anche se gli eventi descritti qua non sono propriamente da spettacolarizzare, dato lo scottante tema.

Il cast è di quelli delle grandi occasioni, con un Favino (Baciami ancora) solido protagonista ben supportato dai suoi colleghi Nigro (Diverso da chi?), Giallini (Tutti al mare) e Sartoretti (Boris-Il film). Non è da meno il giovane Diele (Piccolo grande amore), unico del cast ad essere misconosciuto.

ACAB-All cops are bastards è sì un gran bel da vedere senza pensarci troppo, ma cosa ancor migliore getta i riflettori su un talento come Sollima, uno che per il suo futuro si spera il meglio del nostro magro panorama cinematografico di genere.

Mirko Lomuscio

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