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Betto e Mary
Nel quartiere romano del casilino, a poche centinaia di metri dal quartiere di San Giovanni, nella zona cosidetta della Certosa, enclave comunista nella città eterna, in quella che fino a 15 anni fa era periferia ed ora è diventata un nuovo centro storico (alle spalle di quel mandrione cantato dagli altri da P.P.Pasolini e A. Moravia) si trova forse l'ultima autentica trattoria romana, in cui ci si può allegramente strafogare di tutte le bonta tipiche della cucina romana popolare a prezzi più che onesti in tempi di euro (per dire se si ha l'ardire di strafogarsi dall'antipasto al dolce abbondando con il vino rosso della casa difficilmente si supereranno i 27/30 euro di conto pro-capite).
Un classico della cucina romana. In una viuzza di Torpignattara. Camerieri che commentano scherzando e si siedono con te. Atmosfera rustica e "compagna" (poster del Che alle pareti). C'è anche un cartello che avverte che lì si serve mucca pazza.
Ambiente informale (vietato presentarsi in cravatta), frequentata sopratutto durante la settimana da torme di universitari fuorisede (che nella topografia gastronomica romana hanno la stessa funzione dei camionisti in quella delle osterie di strada), assai caciarone, ma non a discapito della velocità e qualità del servizio.
Prezzo medio € 20/30 per persona
Piatti consigliati
L'antipasto tipico prevede un misto di caponata di melanzane, insalata di nervetti lessi, cimette di broccolo fritte, autentiche coppiette di cavallo quando ce n'è, in aggiunta si possono richiedere supplì, crocchette e filetti di baccalà . Per i primi piatti si può scegliere tra rigatoni, gramiccia (una sorta di tagliatelle sottili), spaghetti, conditi con sugo di coda, ragù, pomodoro, involtini, carciofi e cervella, carbonara (anche nella versione vegetariana con le zucchine al posto del guanciale), amatriciana. La pasta fatta in casa (una specie di fettuccina), gli antipasti romani (animelle, carciofi, funghi alla brace). Da evitare il vino rosso della casa, ottima invece la "romanella" coi tozzetti Per secondo ampia scelta di carne alla brace (di cavallo, suino, agnello, manzo e vitello) il mio suggerimento se amate i gusti *forti* è di assaggiare la pajata di agnello alla cacciatora, o la coratella (sempre di abacchio) con i carciofi. Oppure per i più fighetti radicchio o passita alla griglia
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Roma non è per tutti... è per chi la ama
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