Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo
Lungotevere di Castello, 50
Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo - Lungotevere di Castello, 50
Aperto dalle 09.00 alle 19.00, venerdì e sabato aperto anche dalle 20 alle 24
“SOS Arte dall'Abruzzo. Una mostra per non dimenticare."Aperto dalle 09.00 alle 19.00. La biglietteria chiude alle 18.30
Il Museo di Castel S. Angelo rientra nel circuito della Roma Pass e della Roma Pass+
Per informazioni e prenotazioni
www.ticketeria.itBiglietto Unico per Museo e Mostra:
Intero
Euro 8,50 + Euro 1,00 per la prenotazione
Le riduzioni e le gratuità si applicano esclusivamente ai cittadini dell'Unione Europea e ai cittadini di Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera
Ridotto
Euro 6,00 + Euro 1,00 per la prenotazione
- Cittadini dell'Unione Europea tra 18 e 25 anni
- Insegnanti di ruolo nelle scuole statali
Gratuito
Euro 0,00 + Euro 1,00 per la prenotazione
- Cittadini dell'Unione Europea di età inferiore ai 18 anni;
- Cittadini dell'Unione Europea di età superiore ai 65 anni;
- Studenti e docenti dell'Unione Europea delle Facoltà di Architettura, di Lettere (indirizzo Archeologico o Storico-Artistico), di Conservazione dei Beni Culturali e di Scienze della Formazione, mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso;
- Docenti e studenti dell'Unione Europea iscritti alle Accademie di Belle Arti, mediante esibizione del certificato di iscrizione per l'anno accademico in corso;
- Appartenenti all'I.C.O.M.;
- Gruppi scolastici (NO UNIVERSITARI) dell'Unione Europea con accompagnatore;
- Giornalisti con tesserino dell'ordine;
- Dipendenti MBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali;
- Portatori di handicap dell'Unione Europea e un loro accompagnatore
(ATTENZIONE: le sale delle mostre non sono accessibili ai non deambulanti);
- Guide turistiche dell'Unione Europea, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità;
- Interpreti turistici dell'Unione Europea quando occorra la loro opera a fianco della guida, mediante esibizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità
XXIX Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni Culturali
Mostra SOS Arte dall'Abruzzo. Una mostra per non dimenticare
Roma, Museo di Castel Sant’Angelo
dal 24 aprile al 5 settembre 2010
E’ difficile attribuire la paternità dell’idea di organizzare una mostra che, ad un anno di distanza dal terribile terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, gettasse nuovamente un fascio di luce sui preziosi reperti archeologici e sulle opere d’arte d’inestimabile valore che costituiscono il patrimonio culturale dell’Abruzzo. Ciò che può affermarsi, senza tema di smentita, è che, all’indomani del sisma, è sorta spontanea, presso tutte le Autorità, gli operatori e gli Enti, pubblici e privati, del settore della cultura italiana, la preoccupazione che il ricordo di quei fatti luttuosi venisse sfumato dal decorrere del tempo e che, una volta ultimate le attività di prima assistenza alle popolazioni colpite, un velo d’oblio si stendesse sull’Abruzzo e sulle sue ferite e che il patrimonio culturale della Regione, messo a repentaglio dalla furia degli elementi, potesse non trovare adeguate misure di salvaguardia e di riduzione nel pristino stato.
In quest’ottica, la dott. ssa Rossella Vodret, Soprintendente P.S.A.E. e del Polo Museale della città di Roma ha ribadito la necessarietà di concentrare gli sforzi e collaborare, per quanto possibile, al recupero, alla tutela, alla conservazione di un patrimonio così importante, originale, prezioso, che fa parte della nostra storia e che restituisce, a tutti noi, la nostra identità.
Dal canto suo il Presidente del Centro Europeo per il Turismo, Giuseppe Lepore, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha riflettuto sull’opportunità di dedicare interamente la XXIX edizione della Mostra Europea del Turismo e delle Tradizioni Culturali non solo ai reperti rimasti coinvolti nel terremoto, ma anche a quelle testimonianze della storia culturale abruzzese, dall’archeologia al periodo medievale e moderno, situate in luoghi lontani dall’epicentro del sisma e, per questo, rimaste indenni. Si sarebbe potuto, in tal modo, abbinare alla finalità di ordine epistemologico, l’intento concreto di aiutare la Regione Abruzzo a far ripartire le proprie attività economiche, prime, fra tutte, la ricettività ed il turismo. Sempre nella stessa direzione, le Forze dell’Ordine - Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato - da sempre in prima linea nelle iniziative umanitarie, hanno deciso di dedicare la sezione della mostra a loro riservata, esclusivamente all’esposizione dei reperti trafugati in terra abruzzese e, successivamente, riemersi dall’indotto del mercato clandestino ed affidati ai contenitori di primigenia appartenenza. Va posto in rilievo come molte delle opere in mostra, riportate nel catalogo edito dalla Gangemi Editrice di Roma, hanno trovato accoglienza, dopo il sisma, presso la scuola della Guardia di Finanza di Coppito (AQ) e presso il caveau dell’Arma dei Carabinieri di via Anicia, a Roma, queste, particolarmente, di proprietà della Curia Arcivescovile dell’Aquila.
Ed è, così, nata la manifestazione odierna, dal titolo “S.O.S. arte dall’Abruzzo: una mostra per non dimenticare”, che verrà inaugurata il giorno 23 aprile 2010 presso il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo.
Nell’ambito dell’assistenza all’organizzazione dell’evento è doveroso segnalare l’attività encomiabile delle Istituzioni, prima, fra tutte, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, attraverso un opera continua e costante d’impulso e di risoluzione dei problemi tecnici e logistici che si sono, da subito, manifestati, in conseguenza della precaria situazione ambientale. In quest’attività indefessa, la Direzione è stata supportata dalle due Soprintendenze coinvolte: quella Archeologica, di stanza a Chieti, che ha messo a disposizione, con grande celerità e solerzia, reperti, anche inediti, di assoluto e primario valore scientifico dell’antichità abruzzese, dall’età del Bronzo fino alle soglie del Medioevo. Inoltre, la Soprintendenza P.S.A.E., dislocata sui luoghi del sisma, la quale va segnalata per l’abnegazione e il grande zelo prodotto, nonostante si trovasse ad operare in condizioni di estrema criticità, sia sotto il profilo logistico che organizzativo: ad onta di ciò, la mostra potrà contare su una ricca sezione 2 storico-artistica, la cui tipologia rappresenta il primo emblema della Regione e la cui caratura scientifica travalica ed è apprezzata al di là dei confini del nostro Paese. Un’annotazione particolare anche per l’attenta assistenza e supervisione fornita dagli uffici del Vice Commissario della Protezione Civile ing. Luciano Marchetti, per la disponibilità dimostrata dal Sindaco dell’Aquila on. le Massimo Cialente e dall’Assessorato alla Ricostruzione, per la sensibilità e generosità dimostrata dalla Curia Arcivescovile dell’Aquila, nella persona di S. Ecc. za Rev. ma Arc. Giuseppe Molinari, vescovo della Diocesi, nel mettere a disposizione molti ed importanti manufatti dell’arte ecclesiastica, anch’essi caratteristici di una terra fortemente legata alla cultura del Cattolicesimo.
Entrando nelle specificità della mostra, v’è da dire che gli ambienti di Castel Sant’Angelo hanno, come sempre, fornito una cornice quanto mai idonea a sottolineare ed evidenziare i valori degli oggetti esposti in mostra: il Mausoleo di Adriano è, da oltre trent’anni, punto di riferimento del Centro Europeo per il Turismo nell’organizzazione dei propri eventi, anche grazie all’opera dei funzionari e dei professionisti, in forza al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, che, come di consueto, curano i progetti di allestimento delle mostre in modo razionale, pratico e coinvolgente, con un occhio rivolto alla fluidità dei percorsi espositivi ed un altro alla didattica, fattore non sempre oggetto della dovuta attenzione, da parte degli organizzatori di altre locations espositive.
La mostra è articolata lungo un percorso che diparte dal cosiddetto “atrio romano” del Castello: in detta sede è stata collocata la lastra in pietra dei Fasti Amiternini, del 20 d. C., un documento che riporta l’elencazione dei giorni Fasti e Nefasti dell’antica Amiternum – l’odierna San Vittorino - all’epoca dell’imperatore Tiberio. Lungo la “rampa diametrale” è stata collocata l’importante Stele di Penna di Sant’Andrea, un segnacolo funerario di età arcaica di grande richiamo, per la sua tipicità, all’antropologia abruzzese del periodo pre-romano.
Lo sviluppo espositivo segue, poi, un tracciato inverso, rispetto alle precedenti edizioni della mostra: infatti il pubblico viene introdotto, in limine, nella Sala di Apollo e nella Sala di Clemente VII, dove sono stati collocati numerosi e preziosi reperti archeologici, fra cui spiccano l’Ercole Curino, il letto funerario di Amiternum ed importanti corredi da guerra e di abbigliamento femminile. La Cappella di Leone X, per la prima volta aperta al pubblico dopo la conclusione dei lavori di restauro, è stata attrezzata simulando l’interno di una tomba, dove spicca il famoso letto della tomba di 3 Fossa n° 520, del II – I sec. a. C., sepolture in riduzione ed un corredo funerario.
Dalla Sala della Giustizia si affronta l’epoca medievale, con la monumentale Madonna da Lettopalena, del XIII sec., recuperata dalla Guardia di Finanza, Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, e la Bulla di Celestino V, del 1294, testimonianza del primo Giubileo della storia ecclesiastica, definito “la perdonanza Celestiniana” e precedente quello di Bonifacio VIII del 1300.
Nella Sala di Clemente VIII svariate e preziose opere, ancora dell’arte medievale, con le statue lignee di S. Caterina d’Alessandria e della Madonna di S. Silvestro, entrambe del sec. XIV, fino ad arrivare al Rinascimento e al Barocco, con i Quattro Santi Patroni dell’Aquila, di Giulio Cesare Bedeschini, e il fiammingo Aert Mytens, con la sua Madonna col Bambino e Santi. Nella cosiddetta Sala Clementina vengono riunite, per la prima volta dal loro trafugamento, avvenuto nel 1902, la tavola con la vita di S. Eustachio e le due cuspidi, sempre attinenti alla vita del Santo. Esse, asportate dalla chiesa di Campo di Giove (AQ), sono state restituite dal Museo del Michigan (USA). Si tratta, dunque, di un evento che rappresenta un quid unicum, in cui va sottolineata l’azione di recupero perpetrata dall’Arma dei Carabinieri, Gruppo Tutela Patrimonio Culturale. sotto la cui egida le tre opere vengono esposte.
In conclusione, mutuando il pensiero del Sottosegretario di Stato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali On. le Francesco Maria Giro, presidente del Comitato Scientifico, non si tratta di una mostra qualunque ma di un evento che deve rappresentare la ripartenza di una Regione, l’Abruzzo, falcidiata dalla furia della Natura: tutti gli addetti ai lavori, ciascuno per il proprio settore di competenza, devono fornire un fattivo contributo che dimostri come l’uomo, attraverso i valori della solidarietà e dell’umana carità, sia in grado di riparare all’inclemenza degli eventi naturali, a dimostrazione che unico è il territorio della nostra Nazione e comuni a tutti devono essere la crescita ed il benessere della popolazione, sia sotto l’aspetto economico che sotto l’aspetto storico, sociale e culturale.