|
NESSUNA città più di Roma autorizza entusiasmi e retorica, passione e idolatria. Da Virgilio (“Tu regere imperio populos, Romane, memento”) a Goethe (“Eine Welt zwar bist Du, o Rom!”), da Francesco Totti (“La nostra è la città più bella del mondo”) a uno dei ragazzini di Io speriamo che me la cavo, il celebre libro di Marcello D’Orta (“Roma è piena di monumenti. Milano no, uno solo”), i panegirici in lode della Città Eterna sono innumerevoli.
D’obbligo aggiungere, durante l’estate, la vocazione naturale dell’Urbe a farsi palcoscenico: di teatro, danza, cinema, musica, installazioni d’arte. I siti archeologici, le piazze barocche, i monumenti pagani e cristiani, le ville e i parchi s’aprono allo spettacolo, a Roma e dintorni, meglio che ovunque. Consideriamo, per prima, la Villa Adriana di Tivoli, fatta di piscine e palazzi ombreggiati dai pini, di colonne fra lecci ed ulivi, di cigni bisbetici e gatti randagi. Un luogo unico al mondo. In queste notti l’abbiamo frequentato fino a tarda ora, costeggiando sotto la luna il Pecile, la grande piscina centrale d’acqua verde che la luce inquieta delle fiaccole segna lungo i bordi. Più oltre, nell’alveo delle Grandi Terme, musica, voci d’attore, corpi in ballo. L’antica Reggia ospita infatti il Festival internazionale di Villa Adriana, altrimenti detto FestiVAl, promosso dalla Regione Lazio e prodotto dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Mibac e con il Comune di Tivoli. Entrando poi nell’Urbe, ecco le ville, Pamphilj, Ada, Torlonia, Sciarra, Celimontana..., un patrimonio inestimabile aperto alla scena. Ma è Villa Borghese a contenere il Globe Theatre, ovvero la copia perfetta dell’analogo edificio londinese legato al nome e alle opere di William Shakespeare. Venerdì 23, sul palcoscenico di legno, Giorgio Albertazzi sarà il mago Prospero nella Tempesta (lo stesso Albertazzi ha peraltro legato il proprio nome, interpretando l’imperatore nella versione teatrale delle Memorie di Marguerite Yourcenar, con la regia di Maurizio Scaparro, alla Villa Adriana di cui sopra). Che dire del Colosseo, la più famosa testimonianza al mondo della civiltà romana classica? Se non vede lotta gladiatoria da un millennio e mezzo, è stato invece scelto per riunioni di popolo, feste cittadine o mattane principesche, mirabilia di differente segno grazie alle quali fu comunque chiaro - sono parole di Byron - che «il Colosseo esiste ancora e, con il Colosseo, Roma e il mondo». Nell’Ottocento si era addirittura trasformato in un singolare orto botanico: monticelli rocciosi, colline d’erba, olivi selvatici, fichi, mirto, ciuffi di capperi, ogni sorta di erbe odorose, primule a primavera, gerani d’estate, anemoni rosa nel caldo inverno romano. E, rarità assoluta, i bianchi asfodeli di rimembranza antica, esclusività assoluta dell’Anfiteatro Flavio e delle sue immediate vicinanze. Gli appassionati e i curiosi possono sfogliare il Flora of the Colosseum di Richard Deakin, del 1855, che enumera ben 420 varietà di piante. Ma non solo. Se molti sanno che all’ombra degli antichi archi si svolsero lunghe e tonanti prediche quaresimali; che la breve vita della Repubblica Romana richiamò al Colosseo mezza città per assistere a uno spettacolo di fuochi artificiali; che un concerto di musiche verdiane ha radunato signore e signori in abito di gala dentro il monumento, pochi hanno nozione della corrida del 1332. La descrive Guglielmo Manzi nel suo Discorso sopra gli spettacoli, le feste e il lusso degli italiani nel secolo XIV. Una vera tauromachia, con tribune, tavole, addobbi e costruzioni per gli animali. Diciotto uomini morti e nove feriti, contro undici tori uccisi. Arrivando ai giorni nostri, nel Duemila il Colosseo ha udito un Sofocle in greco antico del Teatro nazionale di Atene, in occasione del Giubileo. E poi concerti pop e rock, Shakespeare, sfilate in costume... Che dire delle Terme di Caracalla? Cornice inimitabile della stagione estiva dell’Opera di Roma, dopo le recite di Aida (in corso), prevedono un altro popolarissimo titolo verdiano, il Rigoletto. Infine, verso il mare, il Teatro Romano di Ostia Antica, monumento bellissimo ed estremamente frequentabile. Eretto sotto Augusto alla fine del I secolo, può contenere oggi tremila spettatori. In queste sere ospita gli spettacoli del cartellone di Cosmophonies, concerti, eventi comici, cabaret. Si comincia al tramonto, secondo l’uso classico. Emozioni romane. E se avesse ragione Totti?
--------------------
Roma non è per tutti... è per chi la ama
|