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Il "passetto" di Borgo, la storia corre sulle terrazze di Castel Sant'Angelo
Tutta colpa di Dan Brown. Perché se l'autore dell'ormai famigerato Angeli e Demoni non avesse immaginato una rocambolesca fuga lungo il corridoio segreto che i papi hanno usato per secoli per rifugiarsi dal Vaticano alla Fortezza di Castel Sant'Angelo, inventandosi di sana pianta che era il modo pi? veloce per arrivare dritti dritti nella biblioteca privata del Papa, le guide turistiche non avrebbero di che lamentarsi. ?E' cos? ogni sera da quando ?Sulle Terrazze di Castel Sant'Angelo? ha dato la possibilit? di visitare l'antico ?passetto? - spiega Francesca Ritucci, appassionata accompagnatrice delle centinaia di turisti e romani che, dal 15 luglio, ogni notte fanno la fila per salire sul passetto (10 euro l'entrata, inclusa la visita alla fortezza e l'accesso agli spettacoli) - sempre la stessa domanda: è vero che da qui possiamo arrivare alla biblioteca del Papa??? No, non è vero. La suggestione che va ricercata nella straordinaria possibilità che offre 'Sulle Terrazze di Castel Sant'Angelo', fino al 15 agosto una serie ininterrotta di spettacoli allestiti in diversi scenari lungo il percorso del Castello aperto eccezionalmente di notte, è un'altra. E' quella di ripercorrere i passi frettolosi con cui Papa Alessandro VI Borgia, per raggiungere le sue numerose amanti nei fastosi appartamenti decorati dal Pinturicchio, percorreva i quasi 900 metri del camminamento protetto che Niccolo III cominciò a costruire alla fine del '200. E' quella di immaginare Clemente VII che fugge di corsa dai palazzi vaticani inseguito dai Lanzichenecchi e, con un seguito di 3000 persone, si rifugia nel Castello serrando i portoni per oltre sei mesi. E' quella di rivedere, dall'alto del lungo attraversamento che lambisce le splendide case dei fortunati abitanti di Borgo Pio, la decapitazione della povera Beatrice Cenci l? dove comincia il ponte che attraversava il Tevere congiungendo la fortezza a Roma, protetto dagli angeli scolpiti dagli allievi del Bernini. Il ?passetto? ? infatti luogo di suggestioni. Roma ? ai suoi piedi, con il Tevere che scorre poco lontano, il traffico di Borgo Pio sotto e, in lontananza la cupola illuminata della Basilica di San Pietro. Mentre si percorrono i 400 metri che gli accordi tra italiani e Citt? del Vaticano assegnano alla nostra giurisdizione, la storia della Roma dei Papi, a volte violenti e corrotti, si mescola alle immagini della folla moderna che solo pochi mesi fa ha invaso vie, vicoli e strade intorno alla cerimonia funebre pi? videotrasmessa nell'intero pianeta. Clemente VII che fugge ai Lanzichenecchi inciampando nella veste e Papa Borgia che corre per i suoi incontri clandestini sembrano ancora possibili, mentre in fila uno dietro l'altro si incrociano i giapponesi aggrappati alle loro macchine fotografiche e frotte di spagnoli, moltiplicati dall'icona di Papa Giovanni Paolo II. E le suggestioni continuano dentro la fortezza, illuminato a festa nelle piazze interne, nei percorsi fra le stanze affrescate, lungo la rampa elicoidale che l'imperatore Adriano volle per poter arrivare alla stanza dove riposarono le sue ceneri imperiali. Come in un castello medioevale sugli slarghi dei quattro bastioni s'incontrano giocolieri e mimi e, nel Cortile del Teatro, come al tempo di Papa Leone X, si recita in maschera.
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Roma non è per tutti... è per chi la ama
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