E' arrivato il momento di darci da fare. Noi tutti in prima persona. Sul tavolo c'è una Delibera di Iniziativa Popolare contro i cartelloni selvaggi e ci servono 5000 firme per farla arrivare in Consiglio Comunale.. segue
Regia: Oren Peli Con: Katie Featherstone, Micah Sloat, Amber Armstrong, Mark Fredrichs Distribuzione: Filmauro Paranormal activity è il nuovo fenomeno cinematografico indipendente che, con un costo di 15.000 dollari, ha incassato nei soli Stati Uniti più di 100 milioni di dollari.
Horror a baso costo, sulla falsa riga di altri suoi illustri precedenti come The Blair witch project-La maledizione della strega di Blair, il film in questione è l’esordio dietro la macchina da presa del giovane Oren Peli. La storia narra la falsa verità di una casa infestata abitata da una coppia di innamorati.
Prossimi al matrimonio, Micah (Micah Sloat) e Katie (Katie Featherston) hanno da tempo un problema non di poco conto; si ritiene che la loro abitazione sia continuamente assediata da una forza demoniaca, la quale da molto tempo tormenta la vita della ragazza. Decisi a documentare tutto quanto, la coppia tramite una videocamera riprende le attività extrasensoriali che accadono durante la notte.
Ciò che verrà documentato si rivelerà essere una verità sconcertante e trovare una soluzione non sarà cosa facile.
“Tutto il punto su cui ruota il film è cosa succede mentre dormi, una paura primordiale che ha sempre afflitto l’uomo”; su questa premessa il regista Peli basa tutto lo svolgersi di Paranormal activity, una pellicola che, grazie ad un fortunato passaparola, ha aperto di nuovo un discorso sul fatto che “ciò che non viene mostrato è molto più spaventoso”, sempre a detta del regista stesso.
A conti fatti però ci si chiede come sia stato possibile tale successo per un film del genere; non che sia da buttare via ma l’opera in questione, in più di una situazione, mostra dei punti deboli che non giovano alla realizzazione finale.
Innanzitutto i personaggi sono sviluppati in modo alquanto improbabile, tanto che il ragazzo Micah in più di una volta, cercando di stuzzicare il demone a suon di insulti, strappa una serie di risate involontarie. Insomma risulta tutto un po’ troppo pretestuoso, giusto per trascinare la storia su parametri spaventosi ma poco realistici, resi tali esclusivamente grazie al punto di vista della telecamera.
Una trovata quest’ultima che aiuta non poco a risollevare le sorti del film: infatti a detta sempre di Peli “un budget maggiore non avrebbe aiutato granché, anzi avrebbe reso meno realistico il tutto, danneggiando il livello amatoriale del contesto”.
Comunque sia Paranormal activity potrà attirare l’attenzione di qualche anima sensibile e spaventare davvero, se si è abbastanza vulnerabili, e d’altronde il suo svolgersi coinvolge quanto basta, salvo poi diventare troppo inverosimile verso la fine. Ma la colpa non va data al regista che afferma:“Steven Spielberg (distributore della pellicola nda) avendolo adorato ha deciso di voler fare uscire Paranormal activity con un altro finale, testato e promosso da un pubblico scelto. Certo, ho nostalgia del finale originale ma sono entrambi bellissimi”. Ci si chiede a questo punto quale sia questo finale originale che magari non rovinava il senso di realismo che la pellicola abbraccia durante lo svolgersi … In conclusione Paranormal activitynon sarà un horror epocale ma almeno è migliore del suo simile The Blair witch project -Il mistero della strega di Blair.
Per chiudere non resta che citare le parole del produttore Steven Schneider che afferma: “quello che conta è che il pubblico abbia l’illusione che ciò che succede sia reale”. Pur con i suoi limiti (script mal concepito)auguriamo a Paranormal activity di centrare l’obiettivo anche qui da noi.