E' arrivato il momento di darci da fare. Noi tutti in prima persona. Sul tavolo c'è una Delibera di Iniziativa Popolare contro i cartelloni selvaggi e ci servono 5000 firme per farla arrivare in Consiglio Comunale.. segue
Aldo Fabrizi nasce in un vicolo di campo de Fiori, il 1 novembre del 1905. A 11 anni, la morte del padre lo costringe a lasciare la scuola: primi lavoretti, prime paghe. Cominciò ben presto a scrivere poesie e testi di canzoni (che lo avvicinarono al mondo del teatro e dello spettacolo). Reginella, una giovane cantante cui era stata affidatata, durante un festival, l'interpretazione di alcune canzoni firmate Fabrizi, divent? la compagna della sua vita. Vale la pena di sottolineare la sua poliedricit? di interprete: con uguale aderenza, e uguale successo, Aldo Fabrizi è stato attore di varietà e di rivista, di cinema (su tutti la parte di?Roma, citt? aperta), di teatro musicale (Rugantino), di prosa (Aristofane). L'indimenticabile attore romano è morto nella capitale il 2 aprile 1990, all'età di ottantacinque anni.
Un capitolo speciale riguarda la passione culinaria di Aldo Fabrizi, sue una serie di ricette in versi, tutte...da gustare!!!
filmografia
A) FABRIZI E IL TEATRO Rugantino (1962 e 1978)
B) FABRIZI ATTORE
Avanti c'e' posto (1942) L'Ultima carrozzella (1943) Circo equestre Za-bum (1943) Campo de' fiori (1943) Roma citta' aperta (1945) Mio figlio professore (1946) Vivere in pace (1947) Tombolo, paradiso nero (1947) Il Delitto di Giovanni Episcopo (1947) Il Vento mi ha cantato una canzone (1948) Natale al campo 119 (1948) Emigrantes (gli emigranti) (1948) Benvenuto, reverendo! (1949) Antonio di Padova (1949) Vita da cani (1950) Prima comunione (1950) Tormento (1950) Francesco, giullare di Dio (1950) Signori, in carrozza! (1951) Parigi e' sempre Parigi (1951) Guardie e ladri (1951) Fiorenzo, il terzo uomo (1951) Tre passi a nord (Three steps north) (1951) sch. La Famiglia Passaguai (1951) sch. La Famiglia Passaguai fa fortuna (1951) Cameriera bella presenza offresi... (1951) Papa' diventa mamma (1952) La Conciencia acusa (1952) Tutto il mondo ride (1952) Cinque poveri in automobile (1952)? Altri tempi (1952) sch. La voce del silenzio (1952) Una di quelle (1953) Il pi? comico spettacolo del mondo (1953) Siamo tutti inquilini (1953) L'Eta' dell'amore (1953) sch. Cose da pazzi (1953) Cafe' chantant (1953) Questa e' la vita (1954) Hanno rubato un tram (1954) Cento anni d'amore (1954) Io piaccio (1955) sch. I Due compari (1955)? Un po' di cielo (1955) Carosello del varieta' (1955) sch. Donatella (1955) Accadde al penitenziario (1955) I Pappagalli (1956) Mi permette, babbo! (1956) Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo (1956) Il Maestro (1957) I Prepotenti (1958) Premier mai (festa di maggio) (1958) sch. I Tartassati (1959) Prepotenti piu' di prima (1959) Un Militare e mezzo (1959) Toto', Fabrizi e i giovani d'oggi (1960) Ferdinando I, Re di Napoli (1960) The Angel Wore Red (La sposa bella) (1960) Le Meraviglie di Aladino (1961) Gerarchi si muore (1961) Fra' Manisco cerca guai (1961)? I Quattro monaci (1962) Il Giorno piu' corto (1962) Gli Italiani e le donne (1962) sch. Twist, Lolite e vitelloni (1962) Das Feuerschiff (1962) Toto' contro i 4 (1963) I Quattro moschettieri (1963) I quattro tassisti (1963) La Donna e' una cosa meravigliosa (1964) Sette monaci d'oro (1966) sch. Three Bites of the Apple (tre morsi nella mela) (1967) sch. Made in Italy (1967) Totostory (1968) Cose di Cosa Nostra (1971) La Tosca (1973) C'eravamo tanto amati (1974) I Baroni (1976) Nerone (1977) Ginecologo della mutua (1977) Supertoto' (1980) Giovanni senza pensieri (1986)
C) FABRIZI SCENEGGIATORE
Avanti c'e' posto (1942) L'Ultima carrozzella (1943) Mio figlio professore (1946) Vivere in pace (1947) Il Delitto di Giovanni Episcopo (1947) Natale al campo 119 (1948) Benvenuto, reverendo! (1949) Vita da cani (1950) Signori, in carrozza! (1951) Guardie e ladri (1951) Papa' diventa mamma (1952) Cinque poveri in automobile (1952) sch. Una di quelle (1953) I Pappagalli (1956) Il Maestro (1957) Un Militare e mezzo (1959) I Tartassati (1959) Le deliranti avventure... (1976)
D) FABRIZI REGISTA Emigrantes?(1948) Benvenuto, reverendo!?(1949) La Famiglia Passaguai?(1951) sch. La Famiglia Passaguai fa fortuna?(1951) Papa' diventa mamma?(1952) Una di quelle (1953) Questa e' la vita (1954) Hanno rubato un tram (1954) Il Maestro(1957) Io piaccio?(1955) sch. Le deliranti avventure...?(1976)? Benvenuto, reverendo! (1949) La Famiglia Passaguai (1951) sch. La Famiglia Passaguai fa fortuna (1951) Papa' diventa mamma (1952) Una di quelle (1953)
Fabrizi e la cucina
Perché Matriciana e non Amatriciana
Grandi discussioni sono sorte sul termine "Matriciana". C'è chi sostiene che la ricetta sia di Amatrice (da cui Amatriciana), e chi, invece, ritiene che si tratti di un piatto romano. In effetti, se si scava alla radice, si pu? notare come le differenze tra le due ricette siano notevoli: in bianco e senza cipolla ad Amatrice, con il sugo e la cipolla a Roma.
La ricetta in realt? nasce a Roma, e sono gli abitanti di Amatrice a crearne una "copia" riveduta e corretta. Dice la tradizione che gli abitanti di Amatrice venivano a "svernare" a Roma, poiché il loro clima era molto rigido d'inverno. Non c'erano grandi simpatie tra i Romani e gli Amatriciani, tanto è vero che a Roma girava una battuta, un po' pesante, con? la? quale si sosteneva che "gli abitanti di amatrice non potevano essere? concittadini di? Ponzio Pilato, poiché lui si era lavato le mani, mentre loro non si lavavano neanche quelle!".
L'origine del termine Matriciana è stato imputato a differenti motivazioni, che riportiamo di seguito:
1) (fondamentale) I pomodori usati per il sugo venivano conservati fin dai tempi dei Romani in speciali otri, o vasi, che in latino son detti "matara". D'altronde il? "matraccio" e' a tutt'oggi un recipiente in vetro dal collo lungo che trova uso in chimica. 2) L'origine degli spaghetti? alla "matriciana" si perde pero'? nella? notte dei tempi, quando ancora le sorti dell'umanita' erano rette? dall' istituto del "matriarcato". Ed? erano un piatto usato solo in riti molto particolari che si? svolgevano? durante? il? solstizio? d'inverno tra ? i? monti dell' alto Lazio; da cui i maschi erano non solo esclusi, ma del tutto all'oscuro. 3) Nel sugo, infine, aveva grande parte la "matricale", una pianta erbacea aromatica delle composite con infiorescenze a capolino, simili a piccole margherite, raccolte in corimbo. Il suo uso purtroppo e' ormai fuorimoda in questa brutta societa fastfood, ma la sua impronta e' rimasta incisa nel nome.
St? di fatto che la "Matriciana" ? una variante della cosiddetta "Gricia", ricetta degli antichi pastori romani (e non Amatriciani, visto che Amatrice ancora non? esisteva...), fatta con guanciale e salsiccie a pezzi.
Comunque, al di la' di qualsiasi diatriba, buon appetito a tutti, con qualsiasi delle due ricette!!!LA MATRICIANA MIA
Soffriggete in padella (1) staggionata, cipolla, ojo, zenzero infocato, mezz'etto de guanciale affumicato e mezzo de pancetta arotolata.
Ar punto che 'sta robba ? rosolata, schizzatela d'aceto profumato e a fiamma viva, quanno ? svaporato, mettete la conserva concentrata.
Appresso er dado che j? d? sapore, li pommidori freschi San Marzano, (2) co' un ciuffo de basilico pe' odore.
E ammalappena er sugo fa l'occhietti, assieme a pecorino e parmigiano, conditece de prescia li spaghetti. (3)
(1) Di ferro - spiegarvi il perch? sarebbe troppo faticoso, abbiate fede . (2) Pregiata qualit? di pomidoro.. Cio? la migliore qualit? di pelati: se invece sono di stagione, spaccarli in due nel senso della lunghezza per controllare se ci sono macchie scure e tolti i semi fateli cuocere a pezzi senza spellarli; le bucce sono impregnate di sole e perci? pi? saporose: altrimenti leggete la nota 2 della Pasta a la Garibaldina. (3) Io ho simpatia per i maccaroncelli perch? fanno pi? volume a causa del buco e perch? quando si mangiano allegramente... fischiano.... ad ogni modo questa salsa va bene con tutti i formati, meno naturalmente quelli piccoli, e, secondo me, ? la pi? fragrante, la pi? saporosa, la pi? virile fra tutte, specie se il pecorino ? romano e il peperoncino pizzica.
Ricetta della zuppa d?oro
Ce v?nno sei zucchine e tre cipolle: le zucchine se tajeno a fettine, invece le cipolle, fine, fine, vanno stufate insino a che s? frolle. Appresso, er pomidoro, appena bolle, cor dado e er pepe -due tre giratine- se coceno ner sugo le zucchine sino a un? seconno prima che s? molle.Poi se verseno l?ova risbattute? co? formaggio e basilico de vite, mucinanno finch? nun so?? ricciute. Ecco er momento d?oro!? Scudellate sur tipo de crostini che gradite e poi sentite quello che magnate!
ER SUGO
Un bon sughetto, amabili sposette, nun ? 'na cosa che se fa d'acchitto, (1) per? si date retta ar sottoscritto farete onore a tutte le ricette.
Qualunque odore o spezia ce se mette, in padella, ar tigame, lento o fitto, pe' prima cosa s'ha da fa' er soffritto ch'? d'aio o de cipolla, a pezzi, a fette.
Co' l'ojo, er buro o qualunqu'antro grasso, (2) (e 'n'infocata de peperoncino) se fa soffrigge sempre a foco basso.
Ammalappena che diventa d'oro se mette er vino, svaporato er vino, se butta gi? conserva e pomidoro. (3)
(1) Di getto. (2) Lardo, guanciale, pancetta, grasso di prosciutto, margarina, strutto, ecc (3) In genere questo ? il solito modo per fare i sughetti, cositdetti finti, per? c'? chi, per evitare i grassi fritti, cuoce tutto quanto, come si suol dire, a crudo. Ci vuole pi? tempo, ma ne guadagna il fegato.
LASAGNE AR BIONDO TEVERE
'Sto piatto ? proprio 'na consolazione; 'gni gracioletto rissomja a 'na fravola che appena messo in bocca ve se sfravola come si fusse panna ar zabbaione.
E nun dico 'n'esagerazione, ma 'gni quarvorta me lo vedo a tavola divento come l'orco de la favola, che se divora tutto in un boccone.
Cocete assieme, dentro a un tigamino, un trito de presciutto e de vitella, noce moscata, buro, dado e vino.
Lessate in acqua e latte le lasagne, condite co' reggiano e mozzarella (1) e da la gioia ve ver? da piagne.
(1) A pezzetti, e acciocch? si sciolga occorre che la terrina nella quale si condisce la pasta sia caldissima, cosa che si ottiene o tenendo la terrina sulla pentola durante la cottura o riempiendola d'acqua bollente all'ultimo momento. Comunque, il metodo pi? sicuro ? quello di cuocere la salsa in un recipiente grandino, per poterci poi insaporire la pasta, ben scolata, facendo attenzione che le mollichine di mozzarella non si raggrumino, formando... er solito malloppo.
RICETTA PE' DIMAGRI'
Mettete in un tigame tutto assieme: ojo, d? gocce: buro, 'n'inticchietta, 'n odor de pepe, mezza cipolletta e quattro pommidori senza seme.
Er concentrato, appena ce se spreme, tra vino e latte, un quarto de tazzetta, mezzo dado, 'na radica, l'erbetta... e fate er non prusurra de le creme.
Bollite tutto a crudo, adacio adacio, quanno che s'? ristretta a perfezione condice la pasta assieme ar cacio.
La quantit? settanta grammi a testa, ma dato er tempo de contestazione, ? mejo fanne un chilo pe' protesta
Fabrizi e la Poesia
Che cosa ?
E' un'Opera d'ingegno e fantasia, una grazia de Dio che s'assapora: l'unico tranquillante che rincora sia er popolino che la borghesia.
E' un sole in panza, e' Mamma caloria che tira su chi sciopera e lavora, e' l'unico miracolo che ancora po' uni' mezz'ora ar giorno 'na famija.
Quanno m'ariva sopra ar tavolino, er core me comincia a sartella', felice de sentissela vicino:
e mentre resto un attimo incantato... si penso a quello che diventera', me pare de commette un gran peccato.
Come vie' pi? bona?
E' sempre bona, come sia, stufata, a scappa e fugge, ar salto, abbrustolita, ar naturale, semprice, farcita, bollente, fredda, tiepida, gelata.
Ar dente, scotta, insipida, salata, bastarda, inciafrujata, rotta, trita, a la Francese, "molla e ribollita" a la Svizzera, "languida e incollata".
Abbasta solo a scoperchia un tigame, la pazza attacca quer gorgheggiamento, che pare come er coro de la fame.
E fate caso; quanno se scudella, chi cia' l'inclinazione ar sentimento, se sente ride tutte le budella.
Li mejo colori
Me dovete scus?, si appena posso, batto su un tasto e ce rif? cavallo, aripetenno come un pappagallo la cosa che m'ha fatto grande e grosso.
A 'sto tema sfruttato fino all'osso, nun s? capace a daje l'intervallo, perch? er colore de la Pasta ? Giallo e er pommidoro p'accondilla ? Rosso.
Nun tifo pe' la Roma o pe' la Lazio, perch'io la festa pi? che la partita, me godo la portata e me ce sazio.
Insomma si lo stommico sta in coma basteno, pe' ridaje un po' de vita, li colori simbolichi de Roma.
Mal d'amore
'N'informazione stupida e curiosa l'ho letta stammatina sur giornale; e dice che l'amore ? proprio un male d'origgine maligna e misteriosa.
Er sintomo ? 'na fiacca generale, che leva l'appetito d'ogni cosa, e quanno che la panza ? inoperosa, vi? l'urcera ar budello duodenale.
P'esamin? 'sta specie d'apatia ce st? studianno un certo Professore ma a me me s? che sbaja malatia.
Perch? in amore ? inutile l'esame: abbasta domann?: ?Che f? l'amore? chiunque te risponne: ?Mette fame!?.
Er sogno
Me pareva de sta su 'na montagna, e urlavo in un megafono spaziale: ? Popolazione mia che campi male, accostate qua sotto che se magna.?
Poi come fussi er Re de la Cuccagna buttavo gi?, pe' un'orgia generale, valanghe de spaghetti cor guanciale, ch'allagaveno tutta la campagna.
E vedevo signori e poveretti, in uno sterminato affollamento a pecorone sopra li spaghetti.
Quann'ecchete, dar cielo, sbuca Dio, co' un forchettone in mano e fa: ?Un momento... Si permettete ce sto pure io! ?.
Er medico m'ha detto
? Commenda caro, ? duopo che lo dica ma l'italiano, escluso il proletario, pappa tre volte pi? del necessario, sottoponendo il cuore a 'na fatica.
Di fame, creda, non si muore mica, piuttosto accade tutto l'incontrario, e chi vol diventare centenario deve evit? perfino la mollica.
Perci? m'ascolti, segua il mio dettame; io quando siedo a tavola non m'empio e m'alzo sempre avendo ancora fame! ?
Emb? quanno che ar medico ce credi, bisogna daje retta:(1) m?, presempio, l'urtimo piatto me lo magno in piedi!
Sofisticazioni
L'usanza de li tempi de Lucullo de liberasse con un dito in gola, nun serve pi?, la panza fa da sola... e se ribella ar genere fasullo.
Per? l'Annona marcia come un rullo e quanno un da magn? nun je sfaciola(1) sequestra, fa l'analisi pignola, denuncia... e poi finisce a mecce nullo.
E stamo ar punto che pe' ricchi e poveri, co' tutte l'ispezioni dell'Igiene, nun c'? sta posto manco a li ricoveri.
Nell'Ospedali nun ce va pi? uno, Pronti Soccorsi e Cliniche so' piene... Ma carcerato nun ce va nesuno!
Un giorno da leone
Quanno la cinquantina ? superata, s'ammonisce la massima attenzione, leggero a cena, niente a colazione e l'ottantina ? quasi assicurata.
Ma oggi che se campa a la giornata, chi la rispetta pi? 'st'ammonizione? E' mejo a vive un giorno da leone che trent'anni da pecora affamata.
Chi conta li bocconi e le bevute e se controlla da matina a sera, finisce pe' fregasse la salute.
E poi je po' succede, sarvognuno, che, nun sia mai, rischioppa n'antra guera, arischia pure de mor? a digiuno.
LA DROGA
Quanno ch'er tossicomane ? novizio, sia marujana, ascisce (1) o cocaina, se p? cur? e guar?, ma la rovina ? quanno er male nun ? pi? a l'inizio.
Li primi giorni, pe' carm? er supplizio de quelli intossicati de morfina, co' 'na puntura d'acqua e simpamina je fanno er trucco pe' ingannaje er vizio.
C'? un trucco p'ogni specie de drogato, presempio a un cocainomane, je danno 'na pizzicata de ?bicarbonato?.
Ma ar caso mio, mannaggia li pescetti, che so' Pastasciuttomane, che fanno? Me fanno 'n'ignizione de spaghetti?
Inviti a cena
? Uh, chi se vede! Hai rotto la clausura?? ?A d? la verit? nun esco mai... ? ?Perche?? ?Ma co' 'sto traffico in do' vai? ? ?A usc? da casa c'? d'av? paura ?
?Capisco...? ?Sai, sar? l'et? matura... ? ?Ma dentro casa... scuseme, che fai? ? ?Che f?? f? l'abbonato de la RAI... e incretinisco dentro a quattro mura...?