E' arrivato il momento di darci da fare. Noi tutti in prima persona. Sul tavolo c'è una Delibera di Iniziativa Popolare contro i cartelloni selvaggi e ci servono 5000 firme per farla arrivare in Consiglio Comunale.. segue
Un taglio di nastro molto atteso, quello di domani, sabato 29: apre all'ex mattatoio di Testaccio la Città dell'Altra Economia: 3.500 metri quadri di spazio permanente; la 'casa' del commercio equo e solidale, dell'agricoltura biologica, delle energie rinnovabili, del riciclaggio, del software libero, del turismo responsabile e della finanza etica.
L'inaugurazione è alle 11 con il sindaco Veltroni, l'assessore Pomponi, il viceministro agli Affari Esteri Patrizia Sentinelli, la musica di "Stradabanda" (la banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio) e il teatro di Ferdinando Vaselli. La festa d'avvio continua poi domenica e si conclude alle 21 con il concerto dei Têtes de Bois.
La Città dell'Altra Economia è il primo spazio in Europa interamente dedicato all'economia che si fonda sulla produzione a basso impatto, sull'equa distribuzione dei profitti (in particolare per i produttori dei paesi poveri), sull'idea che la crescita economica non deve avanzare 'ad ogni costo' e a danno delle persone e dell'ambiente. La "Città" dà spazio a tutta l' 'altra economia' romana, offrendo alle imprese spazi espositivi e luoghi d'incontro, formazione, ricerca e sviluppo.
La Città dell'Altra Economia è promossa, progettata e realizzata dal Campidoglio (Assessorato Sviluppo Locale e Lavoro, XIX Dipartimento), con il contributo determinante delle circa 40 associazioni e organizzazioni che compongono il "Tavolo dell'Altra Economia". L'opera è stata finanziata con fondi governativi (ex legge 266/97) e comunali.
Com'è fatta la Città dell'Altra Economia: un lungo rettangolo davanti al Campo Boario (che fa da "area eventi") con all'interno spazi di esposizione, vendita prodotti, stand informativi sugli 'altri servizi' (finanza etica, turismo responsabile, energie pulite). Non mancano i punti di ristoro, ovviamente in tema: un "bio-equo-bar" e un "bio-equo-ristorante". Ci sono poi: centro di documentazione, aula per seminari – incontri – corsi, spazi per mostre e spettacoli. Un settore a parte è dedicato ai nuovi media, in particolare al software libero. In previsione fiere, manifestazioni e convegni per promuovere prodotti e servizi dell' 'altra economia' e per mettere a confronto le esperienze nel campo. Per farsi un'idea, vedere l'elenco delle imprese attive da subito nella Città.
Coerentemente con lo spirito che la caratterizza, la Città dell'Altra Economia è il frutto di accurati restauri, condotti all'insegna del recupero storico e della bio-architettura. Lo spazio è quello delle antiche "pese del bestiame", con le tettoie e le pensiline del Campo Boario: uno degli esempi più importanti di archeologia industriale a Roma. Il recupero dell'area si inserisce nel più vasto progetto Ex Mattatoio – Città delle Arti.
Per altra economia si intende, soprattutto, l'insieme di iniziative che includono commercio equo e solidale, finanza etica, agricoltura biologica, consumo critico, turismo responsabile, pratiche di riuso e riciclo dei materiali, energie rinnovabili, sistemi di scambio non monetario, sistemi di informazione aperta come il libero software. La Città dell’Altra Economia è un’esperienza che nasce dal lavoro delle cooperative e delle associazioni che da tempo a Roma costruiscono dal basso un'economia diversa, che valorizzi le relazioni prima che il capitale, che riconosca un'equa ripartizione delle risorse tra tutti, che garantisca il rispetto dell'ambiente e l'arricchimento di quello sociale.
I promotori
Il progetto della Città è stato elaborato dal Comune di Roma – U.O. Autopromozione sociale – insieme al Tavolo dell’Altra Economia: un tavolo permanente che ad oggi comprende più di 40 organizzazioni (principalmente associazioni e cooperative) dell’altra economia romana.
Le finalità
Attraverso la Città dell’Altra Economia si vuole creare un luogo che sia una dimostrazione concreta delle possibilità di un approccio alternativo al mercato, alla produzione, ai consumi, alle relazioni economiche e nel contempo una sperimentazione in corso d'opera di innovazioni di prodotto e di processo. La Città dell’Altra Economia vuole essere un luogo che si alimenti grazie alle energie rinnovabili, che si finanzi grazie ai fondi etici, in cui le persone che lo frequentano si nutrano con cibi biologici e provenienti dal commercio equo e solidale, e che usino la moneta per gli scambi interni al circuito. Un luogo che metta la persona al centro dell'economia e dimostri che tutto ciò non solo è possibile ma ha anche una sua sostenibilità economica e ambientale.
Le finalità di questo progetto coinvolgono almeno tre piani diversi:
√ dal punto di vista culturale, si vuole realizzare un progetto che dimostri concretamente che un altro mondo è possibile nelle scelte quotidiane legate ai consumi, ai risparmi, all'uso delle risorse naturali. La messa in rete di esperienze eterogenee e integrate aiuterà proprio a veicolare questo messaggio. √ dal punto di vista sociale, si vuole dare un'opportunità a tutte quelle sperimentazioni del fare società che, attraverso i gruppi d'acquisto, le banche del tempo, le iniziative di formazione e di sensibilizzazione, contribuiscono a rigenerare il tessuto civico e a liberare nuove energie utili a tutto il territorio. √ Dal punto di vista economico, l'operazione mira a dare una collocazione ad iniziative che sono in forte crescita nella città di Roma e il cui mercato di riferimento può sensibilmente sostenerne lo sviluppo. Si tratta di dare visibilità ad alcuni progetti già positivamente avviati, sfruttare le sinergie tra le diverse modalità di fare economia, creare e consolidare dei nuovi posti di lavoro, valorizzare al meglio - anche in senso economico - lo spazio dell'ex mattatoio.
Il luogo
La Città dell'Altra Economia si colloca fisicamente in uno spazio permanente di 3.500 mq nell'ex-Mattatoio di Roma nel quartiere Testaccio, un luogo già attraversato da differenti sperimentazioni di riutilizzo di spazi pubblici, creazione di lavoro e promozione di prodotti equi e solidali. La Città dell’Altra Economia si inserisce territorialmente all’interno di un più ampio intervento del Comune di Roma volto a riqualificare l’intera area, affiancando alle associazioni, cooperative ed al centro sociale già presenti, l’università Roma Tre, l’Accademia di Belle Arti e la Città dell’Altra Economia. L’altra economia è già visibile concretamente a partire dal progetto architettonico della Città che “inventa un nuovo spazio tramite il recupero delle tettoie, delle pensiline esistenti e degli spazi aperti” come ha spiegato l’architetto Luciano Cupelloni che si è occupato del progetto, utilizzando materiali non inquinanti, tecnologie biocompatibili, criteri di risparmio energetico, che privilegiano sistemi di ventilazione e illuminazione naturali.
Le attività
La Città dell’Altra Economia sarà articolata su tre macro-filoni tematici:
Esposizione e vendita di prodotti eco & equo Nella città troveranno ampio spazio esposizioni e vendita permanenti di prodotti biologici, equi e solidali e creati attraverso il riciclo o riuso dei materiali. Saranno inoltre presenti operatori della finanza etica, della progettazione ed installazione di sistemi ad energia “pulita”, di turismo responsabile. Un ristorante ed un bar serviranno cibi e bevande completamente realizzate con prodotti provenienti dall’agricoltura biologica e dal commercio equo e solidale.
Diffusione della cultura e condivisione dei saperi Anche le attività culturali avranno la possibilità di essere sviluppate nella Città: ci saranno una libreria ed un centro di documentazione, uno spazio per seminari, incontri e corsi di formazione, laboratori culturali e interculturali nonché aree adattabili per mostre e spettacoli (cinema, teatro, animazione per bambini, ecc.). Uno spazio sarà dedicato ai nuovi media, in particolare alla diffusione del software libero e dei sistemi open source, con la possibilità di corsi di formazione.
Servizi alle imprese dell’altra economia Infine nella Città verranno organizzate periodicamente fiere ed eventi, per far conoscere i prodotti ed i servizi delle imprese dell’altra economia, anche dislocate in altre parti di Roma, nonché convegni internazionali per confrontare e scambiare le pratiche tra i diversi paesi del mondo. Qui le imprese ed i consumatori avranno la possibilità di incontrarsi, scambiare esperienze, confrontarsi con la comunità civile. Per i primi tre anni di attività le imprese ospitate saranno aiutate da un servizio di formazione, tutoraggio, assistenza tecnica, con l'intento di raggiungere poi piena autonomia economica e finanziaria.
Il principio di mutualità e la gestione partecipata
La Città dell’Altra Economia avrà connotati misti, a metà tra un centro servizio ed un incubatore di impresa e costituirà un punto di promozione, messa in rete e consolidamento delle esperienze mature dell'altra economia cittadina. Tutto il lavoro, gestito dal Campidoglio in collaborazione con le associazioni del Tavolo dell’Altraeconomia, si fonderà sul principio di mutualità stabilito tra gli operatori della cittadella, in modo che tutte le attività non direttamente produttive verranno aiutate e coadiuvate da quelle che risulteranno più remunerative.
L’ampia partecipazione sarà inoltre un fondamentale criterio di azione che, applicato già in fase di progettazione, sarà utilizzato anche nella gestione della Città stessa: questa dovrà essere un luogo di promozione di tutta l’altra economia romana, dando la possibilità di avere spazi espostivi e luoghi di incontro, formazione, ricerca e sviluppo, a tutte le imprese “altre” nascenti o già presenti sul territorio del comune. L’ipotesi è quella della costituzione di un Consorzio di Gestione aperto a tutti i soggetti nonprofit, residenti a Roma, che svolgano attività pertinenti con i temi dell’Altra Economia e che aderiscano ai principi che il Consorzio si darà alla sua costituzione.