Che a Roma ci siano le buche per strada, è un vecchio e abusato luogo comune che non fa neppure più notizia. Il problema è che la situazione sta raggiungendo livelli di inaccettabilità che rasentano l’assurdo: circolando per la Città Eterna si ha la netta percezione che l’asfalto non venga sistemato da settimane, nemmeno con le consuete “toppe”, i lavori provvisori che non risolvono il problema e che, però, darebbero un po’ di sollievo all’automobilista e al motociclista medio che, incessantemente, sentono di vivere su di un piccolo ottovolante urbano ogni volta che prendono un mezzo di trasporto per muoversi in città.
OCCHIO ALLE BUCHE – La mobilità cittadina è un problema all’ordine del giorno per tutti i romani e per l’amministrazione cittadina. Le talpe, sotterranee, continuano gli scavi per la preparazione della linea B1 della Metropolitana (la stazione di Conca d’Oro e di Viale Libia mostra sinceri segni di avanzamento e l’impressione è che il cantiere riuscirà ad essere consegnato nei tempi) e della linea C, mentre la linea D e i vari prolungamenti delle linee esistenti rimangono, per ora, sulla carta. Nel frattempo, i romani continuano a muoversi in automobile o, al massimo, in motorino: i dati (del Comune di Roma), dimostrano che la capitale d’Italia è una delle città più straordinariamente motorizzate d’Europa, e quella meno dotata di infrastrutture adeguate a sostenere il traffico: in breve, in città si muovono moltissime automobili, ma le strade non sono abbastanza per sorreggerle.
Quelle esistenti sono agibili come il ponte sullo Stretto di Messina: quasi zero, visto che sono piene di buche. Sui social network gli utenti pubblicano foto e segnalazioni dell’asfalto sventrato, danneggiato, ridotto in pezzi. Un buon punto di partenza è BukenBike, portale sul social network di Mark Zuckerberg e sito internet che raccoglie ed indicizza segnalazioni praticamente quotidiane dai quartieri bucherellati, con aggiornamenti anche del dicembre 2011.
EMERGENZA BUCHE – Il pezzo del Messaggero nel 2008 riportava la rabbia dei vigili urbani romani, che, riuniti in sindacato, erano pronti alla class action basata sulle segnalazioni degli utenti.
Emergenza buche. Chi si muove con lo scooter ed è costretto a slalomeggiare tra i crateri ai Parioli o sulla Nomentana, in centro come in periferia, può testimoniare che il maltempo di questo inverno (complice la cattiva o non tempestiva manutenzione delle strade) ha aggravato lo stato di salute delle vie di Roma. Tanto che l’Ospol, ovvero un sindacato dei vigili urbani, ha proposto: facciamo una class action (vale a dire un’azione legale collettiva) contro la cattiva manutenzione delle strade. Il sindacato autonomo della polizia municipale spiega: «Stiamo raccogliendo adesioni per la class action. Automobilisti e motociclisti interessati possono rivolgersi alla nostra sede, in viale Trastevere 66, o inviarci una mail a infospol@ospol.it. Abbiamo monitorato, dopo le copiose piogge di questi giorni, dieci strade per municipio riscontrando che, insieme alle nuove buche, le vecchie già coperte a gennaio sono di nuovo aperte».
Non c’è da stupirsi: non basta rattoppare. “Se gli strati inferiori non sono costruiti in maniera adeguata”, ci spiega Lorenzo Grassi di Voragini.it, “è normale che l’usura quotidiana, ma anche normali eventi di maltempo, causino danneggiamenti. Quello che vediamo è solamente l’ultimo strato di un sistema complesso, che va continuamente manutenuto”, ci spiega Grassi: “Ci sono stati tentativi di intervento, finora, ma evidentemente la situazione non è affatto migliorata”, dice Grassi, che riceve “almeno 5 segnalazioni a settimana” da persone che consegnano materiale utile ad essere ospitato nel sito che indicizza le grandi buche, “quelle in cui un motorino cadrebbe dentro”. Grassi, che è finito sul Corriere della Sera di recente per le 35 voragini aperte a Roma nel 2011, ci tiene a spiegare la natura del suo lavoro: “Io mi occupo delle grandi buche, delle voragini, di quelle che sono causate da fenomeni geologici profondi più che dall’incuria”.
Questa la dimensione di una delle voragini che si sono aperte in via di Novella, presso Villa Ada. In molti gli hanno scritto, dopo la pubblicazione dell’articolo, per lamentare la scarsa quantità delle buche indicizzati: lui, però, lavora solo sulle voragini. Di segnalazioni di buche varie che lui scarta e non pubblica, è pieno: “Il flusso è continuo da anni. Certo la situazione non sta migliorando”, ci dice: “Quello delle buche è un problema che ha assunto a Roma una dimensione quasi cronica. Per risolverlo ci servono fondi importanti, che attualmente non ci sono, e azioni decise, che per ora sono mancate”. E intanto i cittadini che fanno intanto, vanno a sbattere? “Questo non lo dico, lo lascio dedurre a voi”.
L’IMPEGNO DEL COMUNE – Dovrebbe dirlo il Comune, che però, sul tema, è abbastanza generico. Risale ai primi giorni della giunta Alemanno (ottobre 2008) il protocollo d’intesa con la fondazione Ania, l’associazione di settore degli assicuratori italiani (quelli che i danni delle buche li pagano, poi, in sede di responsabilità civile per gli incidenti che vengono causati); dopo quel primo passo, il Comune è passato ad elaborare il Piano Comunale della Sicurezza Stradale, il lavoro organico che affronta il problema della viabilità a Roma. Per qualche motivo, fra le prevalenti cause di danni e morti sulle strade di Roma il danneggiamento dell’asfalto non è riportato: la prima delle cause è la distrazione umana e il non rispetto della segnaletica stradale. Che in qualche caso, comportamenti incapsulabili in queste definizioni vengano causati dalla scarsa manutenzione del manto stradale, è più che ipotizzabile: ma, accantoniamo questo argomento, non comprovato né comprovabile. Stiamo a quello che scrive il Comune per risolvere l’annoso problema della viabilità a Roma
. In particolare, in termini quantitativi, puntando alla riduzione del 50% del numero delle vittime entro il 2010, il PCSS è volto: 1. alla riduzione del danno sociale, attraverso la messa in sicurezza delle aree, delle tratte stradali e delle componenti di mobilità dove si determina il maggior numero di vittime; 2. alla eliminazione delle condizioni di rischio, attraverso la messa in sicurezza delle aree, delle tratte stradali e delle componenti di mobilità caratterizzate dai più elevati tassi di mortalità e ferimento; 3. alla inversione delle tendenze in crescita, per le aree, le tratte stradali e le componenti di mobilità dove la dinamiche dell’incidentalità risultano in crescita, con l’attuazione di interventi, iniziative ed azioni volte a riallineare le suddette tendenze rispetto al sentiero obiettivo.
Se “riparare le buche nelle strade” sta sotto “messa in sicurezza delle aree e delle tratte stradali dove si determina il maggior numero di vittime”, allora qualcosa di utile c’è scritto, anche se non si capisce perché non sia possibile avere una rete stradale priva di inciampi pericolosi, asfalto danneggiato e buche minacciose come in tutte le principali città occidentali. In ogni caso, gli intenti sono buoni, e il piano è stato approvato in giunta il 15 dicembre scorso.
Con questo importante provvedimento, l’Amministrazione capitolina prosegue il lavoro sulla prevenzione in modo da innalzare ulteriormente i livelli di sicurezza di chi utilizza, con qualsiasi mezzo, le strade della nostra città
Così scrive il comune, che abbiamo provato a contattare poco prima dell’uscita di questo articolo. L’assessorato ai Lavori Pubblici, guidato da Fabrizio Ghera, contattato alla mail ufficiale disponibile a tutti i cittadini sul sito del Comune, non ci ha risposto prima della pubblicazione di quest’articolo. L’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma, contattato tramite un suo portavoce, ci ha fornito un indirizzo email dal quale ci risponde con un rimbalzo: “Non è di nostra competenza”.
La manutenzione delle strade e’ di competenza dell’assessorato ai lavori pubblici
Aspettiamo, dunque, notizie dall’assessore Ghera, anche perché quella di risolvere il problema delle buche per Alemanno era stata una promessa: un manifesto della maggioranza comunale aveva salutato come una vittoria l’annullamento dell’appalto semi-monopolistico dell’amministrazione di Veltroni alla Romeo Multiservizi, annunciando che il problema buche sarebbe stato per sempre risolto.
da giornalettismo.it






